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Osservatorio sulla salute della donna | Stampa |
Proprio mentre si entra nel vivo della campagna elettorale del 2006, i consultori ottengono gli onori della cronaca grazie all’ennesima ingerenza del Vaticano e dei suoi portavoce su gravidanza, aborto, sessualità. Da quando Storace, Ministro della Sanità, ha vigorosamente affermato la necessità di attuare la legge 194 sull’interruzione volontaria di gravidanza nella sua parte relativa alla prevenzione, si solleva la polvere in cui i media avevano lasciato decantare la vicenda dei consultori, negli anni sempre più deprivati di risorse economiche, professionali, umane.
Dal riconoscimento dell’importanza di questi luoghi è nato l’Osservatorio sulla salute della donna, promosso da un gruppo di donne milanesi che nel contesto politico e sociale attuale leggono un arretramento rispetto ai risultati ottenuti con le lotte per l’autodeterminazione della donna nel campo sessuale e riproduttivo e una rimessa in discussione di diritti che parevano essere ormai acquisiti.

Sempre più spesso nel campo della salute e delle scelte riproduttive le donne, soprattutto le giovani e le donne immigrate, abbiano scarsa conoscenza dei diritti, delle reti e delle strutture di appoggio esistenti e vivano i propri problemi in modo individuale. Il passaparola amicale è spesso l’unica fonte di informazione e di orientamento su scelte e azioni che possono essere determinanti nel corso di una vita. L’osservatorio considera i consultori come un microcosmo in cui si incontrano soggetti sessuati portatori di una storia e di una cultura propria, luoghi ove si intrecciano e a volte si scontrano concezioni del corpo, della salute, della sessualità, della maternità e della medicina molto diverse.

Poiché il panorama sociale e politico in cui i consultori sono nati è radicalmente mutato, il gruppo vuole capire se e come siano cambiati i servizi, quali le domande e le problematiche sollevate da medici e pazienti che vi si incontrano. Se questa esperienza sia da considerarsi conclusa in quanto appartenente ad una fase storica superata, oppure se abbia ancora un senso nella società attuale, e quali politiche siano ad esso corrispondenti, è una domanda aperta che l’Osservatorio intende sviluppare.

Il gruppo promotore considera ancora oggi i consultori un servizio fondamentale per la comunità, perché attraverso di essi si continua a garantire alle coppie e soprattutto alle donne di differente età, condizione sociale, provenienza geografica e appartenenza culturale, orientamento e assistenza nei campi della salute sessuale e riproduttiva, diritti riconosciuti ormai a livello internazionale.


L’osservatorio, a cui sono invitati a partecipare donne e uomini, vuole partire dalla conoscenza delle esperienze di coordinamento già fatte a Milano e in Lombardia con la finalità di dare loro continuità e vitalità o per realizzare un nuovo spazio di confronto tra operatrici e operatori, utenti, società civile (singole, gruppi, associazioni), donne e uomini della politica istituzionale.


Si parte dal territorio milanese ma con l’intenzione di contribuire attivamente alla creazione di una rete nazionale, spinte dalla necessità, da più voci fortemente espressa, di non disperdere lo sforzo collettivo fatto per il referendum sulla legge 40, quando la mobilitazione ha dato occasione di unirsi e mettere in circolazione idee ed azioni. Nel corso della battaglia referendaria si sono attivati gruppi e vivificati i rapporti tra le donne dentro e fuori partiti e istituzioni. Allo stesso tempo si sono resi visibili gli snodi critici, per fare solo alcuni esempi: lo scollamento tra chi opera nella politica (di partito e di movimento) e chi opera sul campo della sanità; la scarsa di consapevolezza dell’aspetto politico insito nel rapporto tra chi si avvicina ai luoghi della medicina da “utente” e le professioniste (il rapporto medico/paziente); la difficoltà di dare forza e consenso sociale ad un punto di vista laico sulla riproduzione, il silenziatore che i media mettono alla parola femminista su questi temi.


L’inchiesta militante sui consultori ha l’obiettivo di mantenere le reti già attivate, approfondire e specificare sul campo questi ed altri snodi critici che la questione della fecondazione artificiale ha messo in luce. Avere, inoltre, una mappatura chiara dei consultori pubblici e privati e del tipo di servizio offerto.


L’Osservatorio vuole contribuire, insieme alle altre iniziative che si stanno approntando sul territorio, ad articolare una proposta politica sia nello specifico dei consultori (amministrazione, forma di servizio pubblico/privato, caratteristiche del servizio, riscontro rispetto alla realtà sociale e bisogni espressi…) sia rispetto alla problematica più generale delle politiche sulla salute e sul rapporto tra soggetto e istituzioni mediche, prendendo posizione pubblica quando necessario. Si vuole inoltre costituire un archivio della documentazione corrente su tutti questi temi.


Il gruppo promotore (Patrizia Arnaboldi, Anita Bacigalupo, Sandra Baricella, Giovanna Capelli, Eleonora Cirant, Silvia De Zordo, Letizia Parolari, Chiara Scarano) vi invita a partecipare: Indirizzo e-mail protetto dal bots spam , deve abilitare Javascript per vederlo (tel 349/2542205) Osservatorio Salute donna.

 
 
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