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Misteri dell'8 per mille | Stampa |
Trasparenza e libertà di scelta per evitare l'indifferenza
Lo Stato si presta a un inganno il Vaticano commette peccato



Ritanna Armeni
La Chiesa cattolica - si sa - ha usato l'indifferenza di molti italiani perché al referendum sulla fecondazione assistita vincesse l'astensione e non passassero le modifiche referendarie. Non è stato bello. La nostra morale, quella laica, quella che non ritiene che i mezzi debbano essere separati dai fini, avrebbe preferito una bella battaglia politica nella quale - visti i risultati - forse il no avrebbe vinto.

Adesso, nei giorni a ridosso della dichiarazione dei redditi, abbiamo di fronte un altro caso in cui la Chiesa cattolica usa il silenzio, l'indifferenza, per raggiungere i suoi scopi. Parliamo dell'8 per mille che ogni italiano ogni anno può devolvere per alle istituzioni religiose, fra cui la più importante in Italia è sicuramente la Chiesa cattolica o allo Stato. Questo giornale ha spiegato - spiega anche oggi - con grande precisione quello che molti moltissimi italiani non sanno e cioè che la Chiesa cattolica non riceve solo i soldi che i cittadini italiani decidono liberamente di affidargli, ma anche la maggior parte di quell'otto per mille dei cittadini che per indifferenza, incuria o ignoranza non esprimono alcuna opzione.

Ecco, questo alla nostra morale laica, ancora una volta, non pare giusto. Parrebbe più giusto che alla Chiesa si desse quello che é della Chiesa e che i cittadini hanno scelto liberamente di dare. E allo Stato rimanesse il resto. E ci parrebbe giusto che lo Stato ci dicesse ogni anno in che modo ha speso questo denaro. Anzi che ci dicesse preventivamente come intende spenderlo in modo che i cittadini possono decidere liberamente se darglielo o meno.

Invece no. Lo Stato "si presta" ad un inganno (espressione generosa e probabilmente non vera perché l'inganno è sapientemente organizzato da una legge precisa). Fa credere ai cittadini di poter scegliere e di lasciare in mano allo Stato ingenti somme di denaro, e poi passa queste somme nella grandissima parte alla Chiesa cattolica.

Tutto questo non ci piace. E vorremmo che qualcuno si facesse carico del problema che solleviamo. In nome della nostra modesta morale laica, rispettosa della fede religiosa ma irremovibile su alcune questioni fondamentali, vorremmo che:
1. Che sui soldi dei contribuenti italiani ci fosse la massima trasparenza e quindi fosse chiaro che quello che va alla Chiesa va alla Chiesa e quello che allo Stato va allo Stato.2. Che la Chiesa abbia la possibilità di ricevere tutti i soldi possibili, ma solo e in quanto le vengono liberamente dati dai cittadini.

3. Che ciascuno dei soggetti che riceve dai contribuenti queste risorse dica come intende spenderli e come li ha spesi.

Senza il rispetto di queste regole, o di altre consimili, siamo vicini ad una estorsione e ad un inganno che, sempre secondo la nostra modesta morale laica, andrebbe evitato. Se queste regole fossero rispettate guadagneremmo in consapevolezza e partecipazione dei cittadini. Quanto ai credenti e alla Chiesa, anche per loro non dovrebbe essere male convincere con le "opere" e con le "parole" che i soldi dati alla Chiesa cattolica sono quelli meglio utilizzati e meglio spesi. Usare le omissioni e usarle spregiudicatamente, secondo una vecchia preghiera cattolica, è peccato.

 
 
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