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Ippolita: progetto per comunità di scriventi | Stampa |
Un server del desiderio
Il progetto Ippolita Un forum di discussione, una collana editoriale, la condivisione di programmi informatici in nome della critica al software proprietario


SERENA TINARI
Ippolita: nome proprio, collettivo e plurale. E' un server indipendente, una piattaforma per sviluppare progetti editoriali, una comunità di scriventi, un crocevia per condividere strumenti e competenze tra il linguaggio del digitale e quello della scrittura. Ippolita è appena nata, eppure scalpita. E a fianco al del primo libro appena pubblicato (Open non è free, Eleuthera edizioni), ha già in cantiere l'infinito: una moltitudine di progetti in divenire. «Il libro è un nodo di un percorso. Ma l'approdo è il metodo - spiega uno dei partecipanti al gruppo -. Alcune delle persone che hanno dato vita ad Ippolita hanno contribuito in passato alla nascita e allo sviluppo di altre esperienze indipendenti, da inventati.org ad indivia.net. La nuova creatura è un luogo libero, che offre servizi in base alla condivisione». Ippolita è dunque una cassetta degli attrezzi, da riempire di strumenti preziosi per elaborare progetti e condividere informazioni. Autoproduzioni, libri, pamphlet. Progetti editoriali sul web. Ippolita ci mette le competenze e la letteratura: «a richiesta possiamo attivare gli strumenti per la comunicazione: una mailing list, ovvero una lista di discussione, e un Wiki, lo strumento di scrittura collettiva grazie al quale abbiamo potuto realizzare il libro. Sul server ci sarà una banca dati con materiale informativo su tutto quanto riguarda la comunicazione libera e indipendente ¡ un archivio in costruzione, da cui attingere e al quale partecipare, sempre a disposizione di chi salta nel progetto ma anche dei semplici viandanti della rete».

La condivisione dei saperi è quindi il cuore di Ippolita, che li vuole vedere «fluire nel magma della rete, digitale e non solo: aspiriamo infatti a scandagliare e ricercare le molteplici connessioni tra reale e virtuale, tra tecnica e filosofia, tra riflessione e azione diretta, anche attraverso un manufatto editoriale e digitale». Ippolita è libera e fomenta indipendenza, ma mette in conto di «elaborare riflessioni che possono anche trovare uno sviluppo commerciale ¡ come nel caso del libro Open non è free e della sua diffusione editoriale - per poi tornare al web e al confronto con altre comunità e soggettività». Un passaggio che «permette il superamento del mercato», perché sul sito il prodotto editoriale «vive di vita propria ed è alla costante ricerca di link (connessioni) con altre comunità ospitate».

La policy, o codice di comportamento, di Ippolita è lineare, anzi elementare. Al primo posto c'è il desiderio di comunicare, creare, fare comunità: «Tutto comincia con una e-mail a: Indirizzo e-mail protetto dal bots spam , deve abilitare Javascript per vederlo , con le linee principali del progetto che Ippolita dovrebbe ospitare e una richiesta per gli strumenti individuati come necessari».

La scelta della licenza è la vera conditio sine qua non, graziosamente descritta dal nostro interlocutore come «un accorgimento». Tutti i progetti presenti su Ippolita.net devono infatti essere rilasciati con licenza libera, che ne consenta la costante modifica, implementazione, distribuzione e copia. Infine, per partecipare all'avventura bisogna armarsi di spirito critico: «ci piacerebbe che le comunità scriventi che utilizzano e utilizzeranno ippolita.net non percepissero il server come utenti qualsiasi. Vorremmo che ogni comunità potesse confrontarsi con la tecnologia e i suoi strumenti nel modo più consapevole, in un'ottica di autorganizzazione e produzione autonoma di senso senza la quale, d'altronde, non esisterebbero molte esperienze che conosciamo, prima fra tutti quella deii server indipendenti. Quindi cercheremo di fare in modo che ogni comunità possa gestirsi in modo autonomo i propri spazi e servizi, sperando in un costante scambio di competenze che modifichi costantemente la percezione di cosa è ippolita.net». Fatta salva la triade suddetta, ed appurata un'affinità di intenti e spirito con Ippolita, potranno farne parte anche progetti che hanno come finalità la pubblicazione e l'ingresso nel circuito commerciale editoriale.

Ipercinetiche e ottimiste, elettrizzate dall'esordio, le persone che hanno dato vita ad Ippolita considerano conclusa positivamente la fase di rodaggio: «possiamo dire che il server è ormai diventato un work in progress, cioè un lavoro in continua evoluzione». Anticipazioni? «Fra i progetti che stanno per iniziare a utilizzare i servizi di Ippolita ci sono un libro sull'esperienza politica di Serpica Naro (www.serpicanaro.com), uno sulla sicurezza digitale e uno sulle traduzioni collettive». Fra pochi giorni, dal sito sarà inoltre possibile scaricare liberamente un libro che arriverà in libreria solo dopo l'estate e che esplora il rapporto fra scienza e open source. Realizzato dal collettivo Laser (www.e-laser.org) sarà pubblicato da Feltrinelli sotto licenza Creative Common.

 
 
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