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Sul queer | Stampa |
Queer, un concetto ibrido che tutto stravolge
Liberazione, 26/06/05, inserto queer
http://www.liberazione.it/giornale/050626/default.asp

Francesco "Warbear" Macarone Palmieri
In un momento a/storico che sorge da un panorama in cui tutto è stato inventato, speculato, riciclato, riprodotto, riveduto e rivenduto, assistiamo al passaggio storicizzante del movimento glbt; masticato da un cerbero bifronte con una faccia politica - che rende il "sessualmente altro", unità di speculazione politica - ed una economica - che rende il "sessualmente altro", unità di produzione e consumo del mercato mondiale.

Entrambe le facce si basano su un comune concetto che ne abilita la capacità speculativa, rinchiusa nella parola "identità". La proposizione di identità sessuali come costanti ed immutabili crea il campo adatto ad una centrificazione delle diversità attraverso un continuo slittamento basato sul tema dell'uguaglianza. La logica di questo processo identitario, orientata ad un esterno possibile, nella costruzione sociale del bisogno di voler apparire/essere uguali si riflette nella produzione di consenso attraverso il tema della "comunità". Se già da un punto di vista socio-antropologico, il concetto di "società" (geselleschaft), dalla fine della modernità è mutato completamente in qualcosa di altro, quello di "comunità" (gemeinschaft), rappresentante l'idea di società semplici è completamente defunto. Il problema dell'esemplificazione è di carattere squisitamente epistemologico. Esso afferma che i sistemi comunitari non sono mai esistiti nella loro semplicità, se non resi tali da metodologie e tecniche di ricerca. E' questa la base di un'antropologia critica che, elaborando un attacco al cuore dell'Occidente, e delle sue forme di tutela del potere attraverso l'eterorappresentazione, abbraccia la teoria queer nei suoi studi culturali.

Si può adottare la riflessione di Riki Wilchins, autore/autrice di Queer theory, Gender theory. Wilchins afferma che «la maggior parte delle critiche più sovversive (e popolari) del postmodernismo provengono da quella saggistica femminista accademica interna ad un ibrido formato dal pensiero femminista e da quello postmoderno, chiamato teoria queer».

La matrice di questi studi segue il percorso storico dei diritti di ciò che veniva autoritariamente concepito come "minoranza" che, nello specifico contesto sociale americano, applica una dialettica continua dalle battaglie per i diritti civili afroamericani, per i diritti delle donne e i diritti civili gay. Bypassando per un attimo questo bioritmo storico, è interessante vedere come la costruzione semantica delle sigle e la loro matematica insiemistica si confronti con il concetto di "queer" e con le teorie e le visioni della vita che ne scaturiscono.

Queer, frocio, checca; appellativi che nell'area geografico-culturale anglofona hanno schiacciato per buona metà dello scorso secolo la diversità rispetto ad un modello wasp della vita, sostenuto da una visione di genere, bipolare, familista, cattolica, razzista, classista, misogina e omofoba. L'uscita del romanzo Queer (Checca nella traduzione italiana) ad opera di Burroughs, ha tracciato una linea di confine estraendo da tale parola cristalli di sovversione con un'operazione di rovesciamento semantico basata sullo scollamento del significante dal suo significato oppressivo. Questa valenza, narrata dai corpi in rivolta di tutte le controculture, rende tale concetto uno spazio di contenuto nomade in continua definizione. Esso si propone come una via di fuga dalle griglie identitarie, alle quali sono sottoposti i ruoli sociali/sessuali e le suddette norme comportamentali che orientano l'individuo all'azione sociale. Il concetto di "queer" è gassoso, sfuggevole, nomade, frammentario, sposando immaginari individualizzanti e libertari; esprimendo orientamenti - più che attraverso - oltre le norme e i ruoli sociali imposti dalla correttezza politica di quelle strutture che operano in una forma tradizionale/modernista. Per una divertente simmetria dialettica, se la nascita del movimento gay ha vissuto una politicizzazione sempre più desertificante in termini di diversità, il movimento "queer" ha aperto a visioni sempre più libertarie e di avanguardia, raccogliendo una serie di testimonianze e di visioni altre delle libere sessualità - da quelle più dialettiche anticapitaliste contro la penetrazione del mercato e la borghesizzazione del movimento glbt, a quelle più anarchiche basate su autoproduzione ed autogestione. Lo iato sempre più incolmabile tra le rivendicazioni di status quo e le pratiche libertarie politicamente scorrette, ha segnato la storicizzazione della comunità glbt nonostante la sua rappresentazione sia stata un momento cardine di quei processi di glocalizzazione su base di genere e diversità di orientamenti che hanno dato vita ad una trasformazione radicale del concetto di politica, facendone in parte crollare le identità di cittadinanza e quindi ridefinendo i concetti sociologici tradizionali. Contemporaneamente le identità sessuali ambigue - che nel loro percorso di continua ridefinizione e modellamento non entrano nelle griglie sociali, culturali, politiche ed economiche del gay mainstream - si trovano a sottostare forzatamente ad un presunto immaginario altalenante tra modelli macroeconomici e mitologia pura nella sua costruzione ideologica di unità socioculturale.

La scomposizione in quattro sigle e mezza non basta. Non è un caso che oggi si cerchi di accomunare simbolicamente una quinta sigla ovvero la "Q" che sta, appunto, per "queer". All'occhio attento si svela invece un progetto semantico quasi premeditato, teso ad ancorare le valenze libertarie alla memoria di un insieme ben definito di identità funzionali. L'atto semantico entra in contraddizione nella misura in cui proprio il concetto di queer si propone come una via di fuga dalle griglie identitarie sulle quali sono posti i ruoli sociali/sessuali e le suddette norme comportamentali che orientano l'individuo all'azione sociale. Esso rappresenta quella cultura sessuale del frammento, quella possibilità di vivere la propria alterità in un processo sempre più individualizzante e libertario, oltre le norme e i ruoli imposti dalla correttezza politica di quelle strutture che operano in una forma tradizionale/modernista. Queer è dada nel suo s/montare le sensibilità negli orientamenti sessuali attraverso e al di fuori delle logiche di potere che sottendono la gaiezza, la bisessualità e il transessualismo politicamente corretti (dove la t ha un ruolo ambiguo e costrittivo). E' questo il pensiero che sottende alla riflessione che i Queer Studies propongono come immaginario del presente in una erotographia che de/scriva un futuro più libero e sensuale.


Riki Wilchins, "Queer Theory, Gender Theory", Alyson Publications

William S. Burroughs, "Checca", Adelphi   

 
 
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